mercoledì, ottobre 01, 2008

filosofia da scrittore

e' possibile che non appena uno scrittore americano di fantascienza o
romanzi gialli diventa famoso debba necessariamente scrivere un libro
con le sue riflessioni filosofiche sulla società contemporanea?
sembra sia un obbligo, una tappa fissa, forse sono gli editori che lo
richiedono, che chiamano lo scrittore e gli fanno mo' che hai
pubblicato nove libri dobbiamo cavalcare il momento dire a questo
pubblico di americani (sono gli unici fessi che ancora giudicano i
libri dalla copertina) che questa società non va bene che siamo pieni
di oggetti inutili che si sparano in mezzo alle strade che a 80 anni
l'americano medio muore che internet disorganizza l'informazione che
l'europa esisteva prima dell'america e altre ovvie amenità didattiche
da asilo che fanno di ogni scrittore un filosofo e di ogni americano
un intellettuale
perchè per un pugno di dollari puoi comprati una sbirciata sulla
realtà che Mac donald non riesce a darti compresa nel prezzo di un
menù
ed essere cosciente, seppur per poco
che gli italiani hanno la pelle Bianca
che gesù cristo non è nato a Roma
che il tonno è un pesce e non una roba che nasce in scatola
che tutto quello che è americano in realtà è prodotto in Cina

che le drag queen hanno il cazzo

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