venerdì, ottobre 17, 2008

antisognando

non posso dormire
la palpebra sinistra mi vibra cercando di aprirsi mentre la vorrei
chiusa e chiudendosi alla prima luce
ho undici metri di viscere che sono un cobra che ha appena ingoiato un
pallone da basket e vorrebbe cagarlo via
la pelle mi si squama sotto quest'aria artificiale, non mi
ricongiungerò più con i capelli persi, cara la mia novella mamma,
quante volte dovrai compiere quarant'anni prima di riposare come
quando avevi l'età del bambino che porti arrampicato sul collo come
una scimmia nuda
ho nella borsetta di carta griffata vuitton un po' di aria presa
lontano dalla cittá ma non basterà per tutti
non si può riposare
qualche pezzo di me che ho conosciuto tempo fa ritorna a vivere in
partì del mio corpo che ci tengono a farmi sapere che sono la', una
sensazione rassicurante di sapere che poche ore mi dividono da un
giorno tutto nuovo
un tipo con una scatola piena di api inciampa nel parco chiazzato
d'autunno, lo sciame corre impaziente a rovesciarsi fuori, assumendo
figure strane e cangianti nel cielo bianco, in quel momento i bambini
che tornavano da scuola si fermarono tutti in insieme appoggiando a
terra i pesanti zaini colorati, con gli occhioni sgranati in alto
incantati e sognanti da quella armonica nube acrobatica
il signore delle api mi confessa senza muovere la bocca di aver
liberato lo screen saver mandato dal cielo per distrarci un po'
intanto che dio si prendeva una pausa
forse in quel momento non avrei dovuto, ma ci credetti, gli lasciai
l'aria che avevo raccolto non ricordo più dove, e mi sedetti sulla
scatola vuota a guardare le api giostrare sul sole come la matiglia
del torero gioca con il suo toro
e mi addormentai, dimentico del mio occhio e del mio stomaco

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