giovedì, ottobre 02, 2008

incubo gay

torna da noi quando
I peli del culo ti saranno cresciuti
ti dissero molte minchie fa

e ora il sole sfungia impietoso le fave
dei tuoi sudditi dai muscoli lucidi
e dalle scarpe a punta

guarda qua ninetto davoli
dicesti ridendo e mostrando
il pelo riccio e folto dell'altro
tuo volto con un occhio solo

e mentre i froci chiusi nella
casa di barbie giocavano
a cotonarsi i peli del culo
incantati dopo il concerto
di Amy Winehouse
esplose l'ipod che portavi
nelle mutande e tutti i tuoi segreti
nutrirono i podcast degli arraphao

oggi nella festa del nome tuo
sciampisti negri benedicono
le tue virtù passate a miglior vita

beati siano coloro che ti fanno gli
auguri il giorno di Natale

oh com'è salato il conto di questo ristorante dove il menù vanta i piselli al dente e la lingua alla fava 

il cameriere non dice mai di no e guida una harley e sa suonare lo
xilofono sugli orinatoi dell'autogrill

non piangere nonno se non siamo diventati come tu ci volevi

se sotto la cravatta da manager portiamo il fardello che i village
people ci lasciarono in eredità

tu ci donasti questi feromoni
che dominano le nostre palestre
'che siamo ancora figli del generale cluster
stregati e divisi tra la canna del fucile
e il totem dalla cappella porcina

Nessun commento: