mercoledì, ottobre 08, 2008

troppa vodka fa male

ieri sera ci hanno praticamente cacciato dal museo della scienza e della tecnica dove stiamo lavorando, allora mi sono accodato a questo gruppo di svedesi
gli svedesi non sono eccessivamente diversi dai russi, ho la sensazione che si orientino bene tra grandi bevute e freddo polare anche se devo ammettere che i russi sono un po´ piú sporchi e c´é l´inquinamento, e il traffico e le russe si vestono come nei film di gangster anni ´50 con gonne al ginocchio giacchette strette e tacchi altissimi e vanno in giro con questi machi (non maschi) russi infagottati in tute adidas di acetato con sopra un giubbotto di pelle, di solito sformato, e di sotto scarpe tipo mocassino con calzino da tennis bianco corto.
Insomma tipi cosí, di quelli che tutti noi abbiamo visto sulla strada che porta a Zingaronia.
comunque che ne so io? come posso giudicare, io che ho visto solo Stoccolma e Mosca? Magari a pochi chilometri da Stoccolma ci sono dei centri abitati dai veri svedesi puzzolenti e calzinomani e magari fuori da Mosca la Russia non é poi cosí inquinata e ci sono bei tipi biondi e ben vestiti con i loro pittoreschi costumi rossi e bianchi da contadini e ci saranno anche gli scienziati nucleari con i loro camici bianchi e gli occhialoni quadrati che usano per guardare meglio gli atomi.
Io in finale della Russia non ne so ancora niente: dovró farmi un visto permanente e venire qui piú spesso; fatto sta che fa caldo e c´é il cielo grigio che piove una pioggia appiccicosa, pare di stare sotto una doccia fredda mentre il mondo suda... insomma mi sembra Milano ´sta Mosca.
Dicevo che mi sono aggregato agli svedesi e sono finito nella metropolitana, un fiume di gente, ma non un fiume bello pittoresco, una specie di Gange di persone con i treni che sembra che gli abbiano comprati dal set smantellato di Flash Gordon, guardavo le plafoniere dentro il vagone, anche perché non potevo guardare da nessun´altra parte, ero come il cannellone di Alan Evans che non é una cosa fallica come si potrebbe pensare: Alan Evans e la sua fiansée Rowena (rovina)si sono fatti i cannelloni solo che invece di metterli orizzontali li hanno messi in una scodella verticale, una cosa a metá tra la dinamite dei cartoni animati ed una torta piena di sugo. Ecco ero come un cannellone di quelli, stipato tra altri cannelloni e potevo solo guardare la plafoniera a neon del vagone della metropolitana. Ho pensato che plafoniere come quelle, dei lunghi parallelepipedi di luce bianca fissati ad un cielo giallino da un bordo pitturato in finto argento/grigio militare tenuti su da viti a taglio... con i bordi consumati.. con dentro una luce consumata, ecco di quelle plafoniere non ne vedevo piú dal tempo dei ultimi dancing sul mare che noi adolescenti post punk ereditammo dagli anni ´50.
mi sono chiesto come mai anche le plafoniere si cosumano, come se fossero delle scarpe o delle sedie, solo che non le tocca nessuno, stanno cosí fuori mano appese lassú, eppure si consumano come tutti gli oggetti. Sará l´aria nucleare di Mosca che ha degli atomi che spassano e ogni tanto mangiano dove gli uomini e le bestie e le piante non possono arrivare, sará il fiatone di miliardi di persone che infesta la metropolitana, anche se non lo credo possibile: i treni hanno in alto delle specie di branchie da dove entra l´aria, ma magari da lá entrano gli atomi instabili che poi rovinano tutto e fanno casino. mah.
le porte dei treni sembrano ghigliottine orizzontali, si aprono e si chiudono con le persone e le giacche e le borse in mezzo tutti belli stipati e la metro riparte e arriva a duecento all´ora, il mio consiglio da viaggiatore é di farsi spingere dentro da un paio di chiattoni e di far rischiare a loro di affettarsi il culo sporgente dalle gallerie russe. sceglietevi dei chiattoni che non puzzano peró altrimenti, vabbé che lo dico a fare?
finalmente esco dalla metropolitana e fuori era buio e pioveva poco ma fitto, con queste strade lucide e queste luci lacrimanti e quest´aria di periferia americana che solo Mosca puó avere, per il clima avrei potuto dire cambogia o india o malesia o pådåniå o tutti quanti questi posti messi insieme.
mi sono infilato in un supermercato con gli svedesi, con la ferma intenzione di non comprare vodka e di guardare soltanto e ne sono uscito con quattro bottiglie di vodka: sono cosí carine, da mezzo litro ciascuna, alla fine che sono mai due litri di vodka in confronto all´infinito? comunque quella che avevo comprato l´altra volta era ukraina, questa qui aveva l´orso bianco stampato sul vetro, quest´altra le scritte russe tutte rosse insomma quattro tipi diversi di vodka a 3 euri la bottiglia erano il minimo che ogni buona madre di famiglia avrebbe potuto comprare per nutrire la sua prole, e quindi perché non osare anche io? e per non sentirmi in difetto nei confronti dell´infinito di cui sopra, mi sono aggiunto un regalo di una bottiglietta piccola da 25 cl che entra giusta giusta nella valigetta dal perfetto ubriacone e dalla quale ho attinto una piccola campionatura alcoolica giusto per dimenticare la pessima cena dell´hotel e per avere il coraggio di lavorare sull´ultimo powerpoint prima di andare a letto.
un powerpoint prima di andare a letto in russia (ma anche in altri paesi) é come farsi fare un clistere da un africano che non parla la tua lingua, é come voler rinunciare alla vita volontariamente, come resuscitare dalla tomba per entrare nel mondo dei morti, come vedere Dio che ti tocca la fronte con un dito e capire che Lui non avrá tempo di dare un´occhiata al powerpoint, ed in un istante acquisisci la certezza che ogni lavoro da te fatto nessuno lo guarderá mai e nessuno l´ha mai guardato, in fondo anche quello che si é fotografato il culo per una mostra d´arte se lo sono dimenticati nel giro di un paio di email.
ma con il raggio di sole della vodka nello stomaco ho creduto di avere il coraggio di scrivere una dichiarazione di guerra con arroganza nazista verso il mondo intero, di mandare il pianeta a fare in culo, di dare una pennellata di stile a questi bit sbiaditi, ho avuto persino la sensazione di essere magro, e mi sono messo l´iphone nelle orecchie e mille canzoni sono partite a tutto volume e nel giro di cinque sigarette fumate accanto alla finestra del diciottesimo piano dell´ala no smoking dell´holiday inn di questa cittá mi sono trovato a letto felice e soddifatto di un´altra giornata di merda con lieto finale a sorpresa



salvo svegliarmi alle quattro con Qui Quo e Qua che si facevano uno spinello nel mio stomaco bruciando il manuale delle giovani marmotte sempre nel mio stomaco in un giorotondo la mia testa era come un pianeta del sistema solare di un video dei Divo e la mia buona stella che mi guarda e mi ricorda che sotto di me il mondo é tappezzato della moquette buona dell´albergo e che la voce "ristrutturazione camera, ripitturazione pareti e disinfestazione di tappeti causa vomito cliente ubriaco" non é contemplata nei rimborsi spese.
ho dovuto di malavoglia andare in bagno e mi sono sentito demodé, la mia giovinezza acquistita in poche ore se n´é andata davanti allo specchio... in un istante ho acquisito la consapevolezza che

la vodka disidrata il culo e la faccia.

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