lunedì, novembre 10, 2008

ballata atomica

ehi uomo di neahandertal fai girare le teste del paese quando esibisci
la tua pelliccia suina, le corna che porti in testa sono antenne per
comunicare con i tuoi dèi, gli stessi che ti misero alla porta quella
mattina subito dopo la grande abbuffata di Natale.

dimmi un po' cosa vedi succedere dall'alto di quel balcone
sull'infinito quando un fronte di aria fredda si incunea sotto una
bassa pressione, mostrami col dito dove Bernacca prima di morire ti ha
tatuato un pentagramma di isobare, pensa, a saper suonare, potresti
cantare il buongiorno a queste terre secche spaccate, crocifisse nella
nebbia, unico universo di volti che non ne hanno mai cercato un altro.

gennaio è il mese migliore per vivere ad alta quota, non l'avresti
detto, è così: corri dunque prima che sappiano dell'atomica su Milano
e provincia, salva questa storia dall'oblio di una fine stanca; c'è
gente ha pagato un soldo di verità precotta, visi intontiti davanti a
quel parlare difficile, chiedono solo chi arriverà prima, se tu o la
bella stagione, quale terribile regalo pianterai come un bulbo in seno
alla pianura dormiente.

domandano se sarà l'ultima volta che ti vedranno: sai, nei giorni di
cielo lavato dal vento se guardi verso est un po' più giù del danubio
puoi intuire i bagliori dei tetti dorati all'ombra dei quali budda
opulenti sonnecchiano cullati dal mormorio tedioso di vite di
provincia convinte di ricongiungersi con la strada che porta alla
perfezione allineando con un filo di ragnatela i bollini argentati
segnati dal piercing.

quando sorpasserai queste lande, lasciandoti dietro il tramonto dei
nostri fiati, ci sarà quel riverbero d'oro sulle lenti dei tuoi rayban?

succederà che i bambini guarderanno in alto, una selva di manine
faranno ciao, fiori maturi di quello che prima era mare e giungla e
ora, solo ora, diventa letto d'autunno, e non sapranno cosa hai
scritto col gesso sul metallo ossidato della tua corazza; pochi
vedranno i tuoi guanti segnati di polvere bianca rispondere al saluto,
nessuno riuncerà a farlo sapere agli altri.

ognuno chiuso in casa pensa di essere solo, dalle finestre celate agli
altrui sguardi, mani senza volto reggono cartelli con su scritto
"HERE"; può darsi che non l'avrebbero fatto, se solo avessero saputo
che quel giorno sciacquasti la poesia dell'ultimo desiderio nelle note
di una canzone di boy george, risuonanti nel tuo casco.


Antonello Russo
(Inviato dal mio iPhone)

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