martedì, novembre 11, 2008

culi bianchi vs culi neri 1-1

massiccio, in quella gabbia verde
guizzavi come una scimmia di laboratorio
pantaloncini avvoltolati nelle mutande
culotte di raso e calcetto
quelle gambe due o tre tronchi pelosi
lampi di piteco quando sbattevi
sulla rete di protezione
saturando l'aria di bestemmie
e aerosol sudato dal tricipite smanicato

nascosti da ciuffi riccioli gadgets colorati
le supporters baffute ragazze ponpon
lanciavano tampax dalle balestre
fatte con gli elastici delle loro mutande nuove
dardi d'amore rubati a quel cupido
vagante ubriaco e turgido in groppa
di un somaro sulle praterie
delle nostre schiene pelose

pareggiammo quella notte,
culi bianchi contro culi neri,
uno a uno
ma vinse l'amore
putroppo non bastò

da quando inventatono il vidal
la saponetta non devi raccogliere più
in compenso abbiamo una pigna
su cui fare esercizi di karaoke
sotto la pioggia affollata,
ballano i pupazzi del calcio balilla
uniti da un'unica turgida sbarra,
lap dance rubata alle
folies bergeres in questa notte
che trapana il nostro intimo
come la spezia del ristorante indiano

ho paura di farmi tutte quelle scale mobili da solo,
mi dicesti prima di lanciarti nell'ignoto
tunnel macinatore di anime e passi
senza ritorno
si può essere un frutto a doppio gusto,

una specie di marionetta

calzata come un guanto sul suo pugno chiuso

clandestino sull'isola di robinson crusoe
alla mercè di venerdì schiavo
islamico e crudele
che tra un'avventura e un'altra
con quel sorriso da cannibale
cercava la pietra filosofale
nel buio della tua metropolitana personale

ogni dente un bianco menhir
in quel muto ghigno tribale
secondo uomo in un eden
prima che eva uscisse dal forno degli dèi
come una futile inutile capricciosa torta indigesta

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