lunedì, novembre 24, 2008

deliziosamente

scende piano le scale guarda avanti, in basso c'è lui, con qualcosa bianco e soffice vicino ai piedi
dietro il freddo impaziente penetra sin sotto il livello della strada e più giù persino, portando insolente appresso nuvole farinose di neve.
la sua faccia quasi non si vede, pallida e giapponese sotto il cappuccio del parka, solo tre minuti fa il cagnolino bianco tremava dal freddo; ora lei li ha raggiunti, ma il vento freddo ha fatto
prima, è entrato nella bestiolina che si è arresa, addormentandosi abbandonandosi cedendo, annegata in un mare di oblio dal quale non riemergerà.
la ragazza vorrebbe scuoterlo, come si fa con un giocattolo che forse si è rotto, incredula, ma ha capito che certe volte morire è deliziosamente facile.

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