martedì, dicembre 09, 2008

indo nordic

semiaddormentato l'ultima cosa che ricordo è una pubblicità di un
negozio chiamato "indo nordic" che vende anelli d'oro e monogrammi a
ciondolo con tutte le lettere dell'alfabeto eccetto quella del mio
nome; una voce di legno urla karma flower, non so che significa, sarà
che l'hanno fatta cantare 'sta stordita e la roba più di classe che
gli è venuta da soffiare nel microfono è stato questo ritornello
sfigato.
prego riempia questo, vada a sinistra e dopo a sinistra ancora; giro
la chiavetta e riprovo con la maniglia, sento che la porta non si
apre, mi rassicura e guardo questa scatoletta trasparente, ci andranno
tre baci perugina, ha una etichetta verde sul coperchio e la stessa si
trova sul lato del boccaccio, le ha appiccicate il dottore e sopra c'è
stampato 1968, lo stesso su entrambe le targhettine verdi,
evidentemente un numero che mi rappresenta, non so, non è facile
comunque questa analisi solitaria nel cesso asettico e nordico di
questo posto cosí pulito che non sembra neanche un ospedale, nel
momento clou squilla il cellulare, rabbia e confusione, tengo duro e
resisto ma la situazione precipita come quando perdi a Guitar Hero e
quei quattro cloni scoppiati del pubblico digitale prompono in fischi
sparuti e scoregge di delusione. rientrando alla base per concludere
la missione un grunge appena arrivato mi ostacola e mi fa notare che
c'è la fila, ormai sono anni luce away, gli infilo nella tasca del
giubotto questa stupida provetta usata e vado via lontano, senza
smettere di guardarlo negli occhi.
fuori sta sorgendo il sole ed un tipo aspetta l'autobus con una
confezione di carta igienica da 24 sotto il braccio.
è già mattina.

merendina

si ha un bel fare normale
dall'altra parte di un vetro
che divide il fuori e il dentro
di un mondo piatto incorniciato
una sola, nasconde un esercito
che avanza inesorabilmente lento
al ritmo allegro di una monetina
non mi è dato sapere quando sarà
il momento in cui mi affaccerò
alla soglia di una nuova vita
vedo davanti a me identica e allineata
una immagine di me e molte altre ancora
uno scatto in avanti, un tuffo e poi
il silenzio per minuti o notti intere
hai il privilegio di ammirare scorrere
mille uomini e mille storie che hanno dentro
sospesa sul bilico di un trampolino di latta
il mio colore è un riflesso imposto
dal vetro che mi separa dal mondo
sono adesso la prima, quasi viva
nell'orgasmo di una attesa
di quelle calde mani sconosciute
che mi porteranno finalmente
via di qui

giovedì, dicembre 04, 2008

nat

scivola sotto la porta una busta studiata apposta per interrompere la
sottile lama di luce, polverosa, pigra alba sulle creste regolari e
infinite della moquette color crema bruciata.
fuori un mondo intero fatto di immagini e numeri risolve complessi
calcoli natalizi destinati a bruciare nella mezzanotte di un giorno
solo.
Lo stesso sole spazzerà via fattura d'albergo e voci di festa, presen
za discreta fatta di silenzio esausto in un pomeriggio novello, primo,
ordinario, spegnetevi regali e andate a dormire, chissà se per sempre.

martedì, dicembre 02, 2008

ascensore

ascensore, premi terra e scendi, al tre apri la borsa, cerchi le
cuffie, certe volte non ci sono, sai che non le troverai, finalmente
attorcigli la forchetta delle dita su quello strano freddo spaghetto
nero, ti rassicura il fatto che c'è un display che non ha ancora
contato uno, e penetri le tue orecchie, un plug via l'altro, comodi
come improbabili tampax, l'ipod ha una custodia morbida e liscia,
sorvoli e agganci, scorri e dopo poco un tango ti vola a fianco, sei
nel tuo guscio di chiocchiola, spingi via la porta, ti tuffi ad occhi
chiusi nelle acque ancora fredde di una giornata non ancora tua.
di nuovo pronto a farlo ancora,
c'è sempre tempo