martedì, dicembre 02, 2008

ascensore

ascensore, premi terra e scendi, al tre apri la borsa, cerchi le
cuffie, certe volte non ci sono, sai che non le troverai, finalmente
attorcigli la forchetta delle dita su quello strano freddo spaghetto
nero, ti rassicura il fatto che c'è un display che non ha ancora
contato uno, e penetri le tue orecchie, un plug via l'altro, comodi
come improbabili tampax, l'ipod ha una custodia morbida e liscia,
sorvoli e agganci, scorri e dopo poco un tango ti vola a fianco, sei
nel tuo guscio di chiocchiola, spingi via la porta, ti tuffi ad occhi
chiusi nelle acque ancora fredde di una giornata non ancora tua.
di nuovo pronto a farlo ancora,
c'è sempre tempo

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