giovedì, gennaio 29, 2009

ho visto un cane

ho visto un cane
sganciare in metropolitana
ho visto una ragazza
con un guanto trasparente
raccogliere un boomerang a corto raggio
appannata in un tiepido fetore
affogare nel fiume di folla
trainata dalla bestia incontinente
andare a canestro nella immondizia
mancando il punto, perdente
fuori casa in un magico purè

neve

che si prova ad uscire di casa e a vedere che il cielo bianco si
trasforma in una cascata zuccherosa di neve?
che ti aspetti freddo e ti chiedi se scivolerai e se ce la farai ad
arrivare alla fermata della metro.
pensi che sarai l'unico sprovveduto in giro in un mondo dove tutti gli
esseri viventi sono rimasti sotto le coperte.
o forse non pensi nulla, batti via la neve dalle ciglia e ti affidi
alla prima scala mobile che va giù verso il centro del mondo dove,
certamente, tiepida e finta come un fallo di plastica, la primavera al
neon ti aspetta per qualche minuto di piacere.

martedì, gennaio 27, 2009

social networking

chi mi scrive adesso sono alcuni miei presunti amici che mi invitano
ad aste on line, circoli sociali di cittá in cui non sono mai vissuto
ed interessanti network manageriali di alta scuola dove solo le menti
migliori si riuniscono virtualmente, assegnandosi a mano libera
cartelle di organigramma come fosse tombola e, tra un amministratore,
un sottosegretario ed un marketing director sparano arcimboldi di
lingua italiana mendicandoti alla fine quella che in epoche meno
cybersegaiole si sarebbe definita la raccomandazione per un qualsiasi
posto di lavoro, purchè a stipendio fisso e con un titolo a garanzia
di non fatica.
intanto io faccio addominali a migliaia, tanto che la cucitura dei
pantaloncini mi ha lasciato uno sfregio rosso sfregando sul culo, e
ora tra le mie chiappe spunta una linea tribale dove, se ti avvicini,
puoi leggere chiaramente "adidas", un messaggio che si tramanderà in
futuro quando laggiù in malesia qualcuno riuserà il cuoio del mio
didietro per farci una borsa da golf, a beneficio di coloro che
imperterriti continuarono a santantonizzare il web con i loro social
network sino a quando i loro vecchi schiattarono, lasciandoli beati
nel ricco limbo dell'eredità-pensione.

venerdì, gennaio 23, 2009

la mia ragazza

prima di tutto metto il link: http://forum.alfemminile.com/forum/f253/__f1158_f253-Da-oggi-si-indossano-le-calze.html)
tale renato212 dice "Che bello...è venuto freschetto ed ora posso indossare ogni giorno il collant sotto i pantaloni. La mia ragazza vorrebbe che indossassi il reggicalze e le calze nere velate, senza i calzini sopra per andare a lavorare e la gonna e stivali quando siamo insieme, ma io non ho coraggio..."
avrei voluto mettere il meglio del meglio di tali amenitá ma sono troppe e non ho il tempo che vorrei... sembra che gli uomini piú virili siano usi ad indossare intimo femminile, specialmente collant e (!!!) gonne e non solo a casa.
Se questo mi avesse lasciato indifferente non ne avrei scritto, peró la mia vita non é cambiata di molto dopo aver appreso questa notizia. Se qualcun altro ha invece avuto un turbamento o un miglioramento me lo dica che lo pubblico.

Passiamo adesso alle pubblicazioni scientifiche: lo studio ginecologico del Dr. AM come un po´ tutti sapranno, non esercita piú dal lontano 2001, dagli archivi segreti ho comunque scoperto una relazione che, dopo anni e anni di infruttuosi empirismi, collega ben nota la carenza di proteine del pesce della Figa di Legno con il suo bizzarro comportamento all´interno dell´ecosistema ormonale.
Imputabile ad una forte deficienza da Omega 3 che nessun latte (per quanto prodotto validissimo) potrá mai colmare, la tremenda malattia della Figa di Legno dovrebbe poter esser guarita (o almeno medicata esteticamente) da una terapia assista di M&M, che non sono le lenti di cioccolata colorate (versione americana degli smarties) ma sta a significare Mazza&Mazzate, una famosa casa di moda nata molto prima di D&G ben nota per i suoi eterei e lividi vestiti a bozzi senza stoffa (come il tessuto non tessuto).´

Riporteró maggiori dettagli sull´argomento non appena ho messo in ordine le carte segrete del Dr. AM.

La mia pancia
prima di far l´amore
si muove come il mare

lunedì, gennaio 19, 2009

naufragio nel mar dei cazzi miei

inconcepibile, eppure è così vero, si blocca e non esce nulla.
un tubetto sigillato, autocensurato.
inconcepibile, davvero: la compagnia di me stesso mi riesce indigesta
e malamente, un silenzio che succhia via ogni ispirazione; voglio un
prato verde fumetto e delle pecore invisibili che parlano un
linguaggio universale fatto di esclamativi ed asterischi, anzi
Esterischi: orientati verso est, mentre un lago blu pisello riflette
un'ottava più sotto il cielo senza sole ma non per questo grigio o
triste. ci sarebbe un postit appiccicoso con su una idea per figurare
lo scooter grigio e potente dalle gomme larghe parcheggiato sotto la
tettoia di un bar fresco dove giocano a calcio balilla su una battuta
di cemento all'ombra e una strada fatta di listelle di plastica corre
lungo il filo di una duna di sabbia, costeggia erba secca e detriti
artificiali rinsecchiti: puoi aspettarti di trovare lo stecchino del
ghiacciolo eldorado che mangiavi da bambino o, non so, un pezzo di
pinna di gomma dove un naufrago scrisse tempo fa con il guscio di una
conchiglia la frase inquietante "questa non è new york".


Antonello Russo
(Inviato dal mio iPhone)

mercoledì, gennaio 07, 2009

back

finestrino rigato dalla patina nera di sporco, impensabile per
qualsiasi altro oggetto che non sia un bene così smaccatamente
pubblico come un treno delle ferrovie italiane, funzionante in virtú
dello strano senso di sopravvivenza che hanno le cose inanimate,
quando vengono lasciate libere di esistere nello spazio regolare di
una vita monotona, dove ogni stagione rientra nel suo guscio cosmico,
lasciando crepe come rughe e abbronzature di ruggine e polvere e
sporco tanto uniformi da sembrare una nuova immacolata livrea.
fuori il mondo rotola nella farina di un giorno senza sole, freddo
come la casa alla mattina di un giorno feriale senza lavoro, neve in
lontananza su monti bassi e ancora troppo scuri sotto un manto
insufficiente e bucato come una coperta striminzita.
e silenzio, da non lasciare spazio neanche alla pioggia che impasta
l'erba gialla sul terreno dove gli uomini si dice si siano dissolti la
notte prima, tutti insieme, senza nessuna impronta, neanche un filo di
vento a muovere quella che altrimenti potrebbe essere una fotografia
venuta male.
da lontano l'odore del nulla, respiro di una bestia assopita senza
nessun risveglio all'orizzonte