lunedì, gennaio 19, 2009

naufragio nel mar dei cazzi miei

inconcepibile, eppure è così vero, si blocca e non esce nulla.
un tubetto sigillato, autocensurato.
inconcepibile, davvero: la compagnia di me stesso mi riesce indigesta
e malamente, un silenzio che succhia via ogni ispirazione; voglio un
prato verde fumetto e delle pecore invisibili che parlano un
linguaggio universale fatto di esclamativi ed asterischi, anzi
Esterischi: orientati verso est, mentre un lago blu pisello riflette
un'ottava più sotto il cielo senza sole ma non per questo grigio o
triste. ci sarebbe un postit appiccicoso con su una idea per figurare
lo scooter grigio e potente dalle gomme larghe parcheggiato sotto la
tettoia di un bar fresco dove giocano a calcio balilla su una battuta
di cemento all'ombra e una strada fatta di listelle di plastica corre
lungo il filo di una duna di sabbia, costeggia erba secca e detriti
artificiali rinsecchiti: puoi aspettarti di trovare lo stecchino del
ghiacciolo eldorado che mangiavi da bambino o, non so, un pezzo di
pinna di gomma dove un naufrago scrisse tempo fa con il guscio di una
conchiglia la frase inquietante "questa non è new york".


Antonello Russo
(Inviato dal mio iPhone)

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