martedì, aprile 28, 2009

me

me ne fotto

non so se mi si flette

mercoledì, aprile 15, 2009

metube.com

prima si avvicina uno
mi da' una manata sul petto
inizio a muovermi
sento il bisogno di una bibita
compro una bibita
mi fermo forse mi siedo
non so non penso
poi un altro mi tocca
all'altezza del plesso solare
sento il bisogno di un cellulare nuovo
compro un cellulare nuovo
mi appoggio mi fermo
forse dormo
non so non realizzo
una specie di pugno sulla pancia
sento il bisogno di andare in bagno
vado in bagno
pago
prendo il catalogo
mi fermo forse mi siedo
non so non ho stimoli
mi spingono sul petto
sento il bisogno di big Mac
compro big Mac
prima di fermarmi guardo nello specchio
non so ma guardo
ho un triangolo bianco sulla mia maglietta
mi fermo forse mi spengo
non so non penso sono metube.com
prendo il catalogo
sette secondi di vita
costano 10 euro
non so mi spengo

song for europe

europa dentro noi
movimento contro natura
permane eco di bruciore
passato ma non trascorso

scomodo portafoglio gonfio
turbava la soffice seduta
dell'acerba gioventù
europa grazie ancora siedo
sulle mie terga doloranti e mature
nella nuova era senza contanti

sopra la pioggia nuvole
e sopra le nuvole ombre cinesi
priogioliberi in voli low cost
vecchie hostess chiedono euro
per un fondo di caffè
rivelante che il tuo futuro
è scaduto appena ieri

actarus no, non aveva gli occhi
a fessura e piangeva lacrime vere
gialli senza ciglia e senza pudore
hanno prosciugato il nostro seme
per una vuitton falsa
arrivano da internet e abitano le nostre paure
non avrai la felicità anche se costa meno

tu muori domani o dopo
andrai all'inferno in economy
se hai fatto il checkin in tempo
e i cinesi non muoiono mai
prendono te e ti copiano per intero
un altro clone per il fiorente
supermercato delle teste di cazzo

vita

immagina un mondo

dove tutti sono francesi
e tu no
dove tutti sono managers
e tu no
dove tutti sono in prima linea
e tu no
dove tutti scoreggiano
e tu no
ma guardano te

tutti hanno un master
tu no
hanno una moto
tu no
una casa al mare
tu no
corna
guardano te

iPod
no
satellite
no
amante
no
strunz
te

dottore
n
avvocato
n
macchina del cappuccino
n
dito in culo
y

i figli degli altri sono biondi
svolazzano sui vespini truccati
portano apparecchi ai denti
e chiavano senza aids
hanno grembiulini stirati
e 16 megabyte di poesie nel cervello
per ogni occasione
giacche di sartoria coi bottoni dorati
lindi e stirati senza forfora
dodicenni previdenti conoscono
la congiunzione astrale dove la maria fiorisce
e la purezza delle stagioni quando
tagliare la cocaina
per ogni dentino sotto il cuscino
hanno un milione al portatore

Darwin

cambiare
disse il nocchiero
guardandosi le mutande sporche
bisogna cambiare

il giorno non era ancora nato
che già un miliardo di noi
l'aveva preso in quel posto
senza ricevuta fiscale

non piangere per me
quest'anno ho scaricato
film pirata musica copiata
programmi farlocchi

e sulla mia dichiarazione dei redditi
ho ammesso che
la chitarra no,
non la so suonare

potrei fare il tassista
per portarti di qua e di la'
tutto a nero pure io
sorridendo verso l'infinito

Dio si accorse di un mio dente cariato
non esistevo mentre peccavi
non riesumarmi quando hai bisogno
mi disse,

e con un colpo secco
perse l'ultimo handicap
io piccola palla da golf
nel buco del culo del mondo

Darwin avevi ragione
se Adamo si fosse chiavato Eva
avrebbero messo le foto su internet
niente serpenti, solo pitechi

uomo, pesce insaziabile
distillato dal padulo
evolversi volando basso
questo è il segreto

vince chi non grida di dolore
ma esclama è arrivato cambiamento
le mie corde vocali si sono adeguate
ma il culo fa ancora male

martedì, aprile 14, 2009

te

scorze di te
sulla tovaglia pulita
sui fiori secchi del giardino infuocato
sul pomeriggio inutile
sulle lacrime amare dell'altrui odore
gocce di te
sulla punta delle scarpe
sporche di polvere
consumate dal cammino senza lucido
nel fango della neve
sulla sabbia di granito
piove sul nostro futuro sciapito
piove sulle teste pelate dei nostri avatar
piove sui nostri denti di cellulosa
piove sulle nostre carte di credito false
ascolta s'è fatta sera
e di te non restano
che scorze, solitarie conchiglie
in una tazza di caffè
che ha perduto il suo calore

domenica, aprile 12, 2009

pasqua

dopo la cena allo stesso modo prese

pizzette
pizzettine catarì
se ho fame
me la fate passare
se non ho fame
me la fate venire

prendete e mangiatene tutti

calmano la fame
stuzzicano l'appetito
pizzette
pizzettine catarì

fate questo in memoria di me

ora l'ho capito