sabato, luglio 18, 2009

Incontro con Dio

quella volta, la prima che vidi dio era su una bancarella di
indiani, esposto in vendita tra le ragnatele degli acchiappasonno.
me ne accorsi perchè parlava una lingua simile a java, e, a farci
caso, ma davvero bisognava prestare attenzione, era tatuato in simboli
binari.
sembrerà strano ma non era un computer: era dio, bello, non
ingombrante, a buon mercato e alla portata di tutti.
i turisti acquistarono anelli da pollice, pietre colorote incastonate
in montature da quattro soldi, pupazzetti troll, tozzetti della nonna
toscani e cd di musica andina, ma nessuno fece caso a dio.
e rimase lì, tra lo zucchero filato spiaccicato per terra e le lattine
di birra vuote; quando passarono per pulire, lui non c'era già più,
ma tornerà, questo lo sanno anche i bambini, e, come al solito, non ci
saranno redentori e apocalissi a difenderlo.


/Ant

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