lunedì, ottobre 14, 2013

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Sodio, vetrine, colori illuminano un cielo che è una tazzina di caffè capovolta.
Dalla sabbia, una voce mi canta fascinosa la prossima fermata, giro intorno alla città, all'isolato, al palazzo; giro per non sembrare immobile visto dalla Luna.

Giro.

Un'asola scucita, un odore di vissuto, uno sguardo che mi trapassa, in una ressa morente di prima giornata, volti tinti dalla mezzanotte del mondo, mi dicono 'siamo qui, ma sognavamo un altro paradiso'.

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