martedì, novembre 12, 2013

buche.

macchine pazienti tagliano l'asfalto, lasciano nudi muscoli di terra, in gara con i semi arrivati a chiudere di verde la ferita.

illuso di sapere il nome ogni cosa, non so come rivolgermi alle buche sulla mia strada.

cangianti, sono il vento che mi fa oscillare quando l'aria è calma; vorrei mapparle come si fa con i nei.

morbidamente sonore, posso sentirle cantare, carezze distratte su solchi di vinile.

tatuaggi che la velocità matura in cicatrici, vibrazioni che s'infiltrano nel mio sonno di passeggero.

un ago buca la nebbia, lascio un filo che non mi girerò a guardare.

so che cucirà un pezzetto di mondo, e questo dovrebbe bastarmi.

Nessun commento: