venerdì, novembre 29, 2013

microporno

arrivarono insieme, o forse s'incontrarono al bar.
fatto sta che le loro vite entrarono in sincronia quando sul bancone la signora dai capelli di stoppa posò le due tazze di cartone.
cappuccino per lei, espresso per lui, doppio.
si mossero verso la sala, per ordire su un filo di voce l'ennesima guerriglia contro il nulla, il suo cucchiaino di plastica inizió ad orbitare attorno al pianeta bruno cerchiato di bianco, una scia ad ogni giro, disegnata da una cometa.
c'era altra gente giusto prima di arrivare ai tre minuti di intimità pubblica, e, in simmetria, si portarono ciascuno ai due lati del tavolo.
due flussi di chiacchiere presero la via, e non s'incrociarono: due lacrime parallele che cadono senza motivo quando fuori nevica. non sei triste, non hai male, il freddo dipinge due piccoli fiumi lucidi. tutto qui.
gli amici li lasciarono giusto all'ultimo scampolo di cappuccino, il caffè era già finito.
nelle sue belle mani il cucchiaino flessibile fu per un istante fu bracciale, o anello, o entrambi.
lui accartocciò il bicchiere di carta, lei gli porse il suo, un piccolo movimento del polso e uno sguardo che le onde immobili di schiuma non restituirono.
i due bicchieri si sorpresero l'uno nell'altro con la naturalezza degli amici e la dannazione di un attimo sfuggito al tempo.
lei li buttò via senza voltarsi, entrambi si separarono verso altre faccende.

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