lunedì, novembre 11, 2013

tre punti

la singola parola, affilata, ricama il bianco che si staglia quando si deve fare o creare.

la frase cade dove credi sono state scritte tutte le frasi, e composte tutte le canzoni.

pensieri sbocciati, allineati su un prato senza fine, non puoi trovarne due uguali.

dipinti tutti i volti, urla di rabbia a quel dio che regala la meraviglia di un nuovo cielo ad ogni ora.

tu, o qualcun altro, chi poserà la combinazione di lettere che chiuderà tutte le storie, ti domandi.

       ...e sei ancora ad affilare la prossima parola

una ancora e non sarà l'ultima, ma non lo saprai, punto dell'universo dove il mai non é stato ancora concepito.

3 commenti:

gioia ha detto...

Un senso di vertigine...

dado ha detto...

... e di speranza. Quando ti sembra di aver fatto tutto il possibile ed oltre, e che miliardi di persone prima di te hanno fatto più di quello che hai fatto tu, in maniera più bella, elegante, capace... quello è il momento in cui bisogna sentire che abbiamo preparato un po' di strada, ma il bello deve ancora venire. Guardiamo chi sta nascendo adesso, sediamoci ed aspettiamo. Perché le cose belle non sono fini a sé stesse: hanno bisogno di noi, come le stelle.

dado ha detto...

Questo è il senso che volevo dare al mio post.
La sensazione che dovrebbe rimanere dopo averlo letto.
Come il retrogusto del vino. Più o meno.
Se mi sono avvicinato, il mio stile minimal è efficace.

Altrimenti devo insistere e migliorare.