martedì, gennaio 21, 2014

storia d'amore

lei aprì quegli occhi senza accenti, fissi sulla punta delle scarpe di lui, gli storni smisero di cagare sulle automobili di viale Giulio Cesare e la frase "il tuo stesso pisello ti fa ombra" si fece posto in un momento di silenzio tale da essere sentita sino alla luna, se sulla luna ci fosse stato qualcuno ad ascoltare.
lei tolse il cellofan da una scatola di cioccolatini quadrati comprati al duty free, e se ne portò uno alla bocca, poi girò la confezione verso di lui, che ne prese uno, ne mangiò un pezzo, e sparò due colpi nel barile pieno di sabbia, scaricando la pistola.
le unghie dal bel profilo, con lo smalto eroso così uniformemente da essere attraente a modo suo, delle piccole rughe alla fine delle labbra che sarebbero state lì ancora cent'anni almeno, i capelli scuri lavati da poco così gonfi e lucidi che avrebbe potuto fare a meno del vestito, e nei sul décolleté come se il cielo gli avesse tatuato in negativo la sua più discreta costellazione, gli disse di essere incinta, e lui dentro di sè sorrise poi tremò e poi le strinse il polso in maniera impercettibile, e sorrise di nuovo; solo una manciata di secondi fa eravamo dei bambini, e ora siamo solo più piccoli.
alla radio non trasmettevano null'altro che musica cinese, ed erano troppo pigri per girare la manopola, in caccia di qualcosa di meglio. attesero che l'ombra scemasse: non so dire se fu il sole ad andare via o persino se lui crebbe di qualche centimetro in statura, davvero questo non lo so, ma quando poterono scegliere quale lampione avrebbe modellato i loro contorni per terra, soffiarono sulle piccole vele e le loro vite ripresero a navigare da qualche altra parte, e di loro si perse traccia, più o meno come quei due proiettili nel barile di sabbia, che si sa dove sono ma a nessuno importa di andarli a cercare. 

domenica, gennaio 19, 2014

il perché delle cose

a conclusione del primo round, i nostri esperti di marketing hanno stabilito che il tratto distintivo della tv del futuro sarà che farà sentire i cinquantenni giovani.

perché insistere sui cinquantenni, è ovvio: nella semplicità dell'immaginario collettivo, nonché nelle statistiche dei piccoli numeri, sono quelli che hanno soldi da spendere e vita da riprendere.
sono coloro che vorrebbero sentirsi giovani, costi quel che costi.

il capo del marketing disse, quel giorno, "come insegna la mia esperienza nell'automotive, la nuova mini si vende alle donne cinquantenni; le fa sentire ventenni su un'auto che le riporta alla giovinezza, senza rinunciare alla comodità dei sedili in pelle e all'abs"

così nasce "donna dalla mole generosa" 

un'ode inutile a coloro i quali sono doppiamente presi in giro 
da chi vuol fare soldi sulle loro miserie 
e da una natura che, seppur ingloriosa, è sempre stata così.

venerdì, gennaio 17, 2014

donna dalla mole generosa

donna dalla mole generosa
bocca oscena come la porta 
incantata del cesso di un treno
che batte e sbatte e chiude e apre 
quando la punta del dito prende velocità
sulle tue curve sensibilmente imprecise
statici hula hops s'inanellano alla tua vita
hai comprato la nuova mini
per sentirti ragazzina ancora
ma per quanta retromarcia metterai
il tempo non tornerà indietro

venerdì, gennaio 10, 2014

piume

quelle piume sempre presenti e invisibili
mi pizzicano il naso, sembro un cocainomane raffreddato.
navigo la rete e l'autobus naviga tra cinquecento rosse fiammanti che gridano "enjoy" e moto che si sfidano bruciando il viale forlanini.
ho chiesto a google la miglior opinione su questa sera fresca, e mi ha detto di correre, prima che l'ultimo negozio chiuda, a farmi tatuare sul braccio il logo di Vuitton.
sono io quello che stanotte, nel percorso da qui a casa, spegnerà tutte le lampadine che il natale ha dimenticato accese.