giovedì, maggio 29, 2014

dodoni

Il signor Dodoni è un omaccione grande come una cinquecento, modello vecchio; una cinquecento con le zampe al posto delle ruote, gli occhi tondi come due fanali, e due chiappone gigantesche, una coppia di rulotte da zingaro che la cinquecento traina allegramente.

Ecco: una coppia di rulotte agganciate ad una cinquecento. Vecchia. Rende l’idea, l’esempio automobilistico. E poi dicono che il mercato dell’auto è in crisi.

Ma questa è un’altra storia.


Il signor Dodoni ha una singolarità nascosta, intima: un bastoncino appuntito, visto da lontano; con base larga, dalla prospettiva della pancia. Ricorda un cono gelato, senza gelato; è pure rugoso e secco come una cialda; questo perchè il signor Dodoni fa i gelati, o meglio ha inventato i gelati Dodoni, che simboleggiano lo step evolutivo naturale dopo Haagen Daz, temutissima famiglia di sorbettieri che il signor Dodoni combatte da generazioni, a suon di fredde pozioni.


Nel suo gelato il signor Dodoni ci mette gomma da masticare, vinavil, pastiglie falqui sbriciolate, colla di pesce e farina animale. Questa sapiente miscela, una volta portata allo zero assoluto di temperatura e decenza, diventa il gelato del signor Dodoni, che lo fa a tutti i gusti: ci sono più sapori che nelle palline Zigulì, da cui prende l’odore, il colore, la consistenza  ed anche gli effetti collaterali.


Questo gelato è una mano santa, anzi una manata santa.

Difatti, a proposito di santità e misticismo, mi hanno raccontato che il signor Dodoni perse per poco l’appalto con il Padreterno per la fornitura di manna dal cielo. Invece della manna dal cielo sarebbe dovuto cadere il gelato del signor Dodoni, a tutti i gusti del creato: il progetto era fantastico. I cinque ingegeri del freddo al soldo del signor Dodoni lavorarono per tutto l’inverno per presentare il capitolato di gara.


Persero.


Alla seconda dimostrazione di fattibilità, il perfect caramel aveva combinato degli effetti disastrosi su alcuni cammelli che se l’erano pappato per sbaglio: ne fecero così tanta che concimarono un pezzo di deserto, che, suo malgrado divenne fertile. Crebbero kiwi, ciliegie e broccoli romaneschi.

Inventarono così la Tunisia, ma il WWF intervenne perchè il deserto va protetto nella sua desolazione; con un colpo di mano politico fecero vincere la manna, fatta in Cina, che sarebbe una roba a metà tra la ricotta magra e lo yougurt senza zucchero, tipo un Activia con dei tocchetti di spago dentro.

Vedi un po’ te come vanno le cose a questo mondo.


Nel suo gelato il signor Dodoni ci mette i pezzetti di qualsiasi cosa avanza dai pasti del giorno prima. La moglie passa i pomeriggi a sagomare fagioli, maccheroni, bulloni, trucioli e truciolato, scorze di patate e di mellone; poi questi canditi del futuro vengono colorati nel forno da carrozziere del laboratorio, e alla fine amalgamate nel gelato da esperti pinguini unisex, che provvedono a pestare coi piedi l'algido matassone, come se volessero fare il vino.


Qualsiasi cosa tu abbia mangiato, dalle teste d’aglio ripiene di alce affogato nel pesce, al cosommè di umanoide brasato, il gelato di Dodoni ti rimette al mondo.


E dopo poche ore sei guarito. 


Nel tuo stomaco non rimane traccia di niente; possono pure farti una tac ma non trovano niente. In compenso, una congiunzione astrale non del tutto studiata, fa si che la tua tazza  magicamente s'intoppi.

Meglio così che non inquini nemmeno; non va proprio giù, rimane nel limbo del network  fognario a creare una nuova, barocca, Disneyland autarchica priva di sbocchi nel mare o nel fiume.


Meglio di così...


Il signor Dodoni non fa servizio al tavolo. Ci sono i tavoli, certo, ma anche a sedersi, nessuno viene a prendere l'ordinazione e tantomeno porta qualcosa. Si può anche morire ma le regole sono chiare, tatuate sul pettorale destro di ogni inserviente, mozzo e sguattero che il signor Dodoni assume.

C’è scritto, in caratteri gotici, 'Al Tavolo Non Ti Servo', e sopra il signor Dodoni in persona ricama in blu scuro anche un teschio che porta stretta tra i denti una paletta da gelato.

Si compra il gelato e lo si porta via, lo si mangia in un tavolo libero, se c'è; altrimenti lo si deve mangiare in piedi.


Ti siedi e mangi.


Fai tutto da te, così se ti fai del male, te lo sei fatto da solo e nulla puoi recriminare al signor Dodoni o ai suoi trentadue inservienti nullafacenti.

Metti il caso che ingravidi un piteco, il gelato di Dodoni risolve il problema, e all’indomani il piteco ritorna vergine, il che alcune volte potrebbe anche non essere un bene.

Se sei impotente, il gelato del signor Dodoni di cementa un mini-te di gesso, tanto lungo e rigido che potresti usarlo per sfidare a duello pelvico John Holmes, per la futile difesa dell’onore di Cicciolina.


Il bambino inutile che mangia il gelato del signor Dodoni gli si ferma lo sviluppo per i sei mesi successivi, ma in quei sei mesi è felice e non rompe più i coglioni, tanto che tempo fa alcuni genitori presero l'abitudine di abboffare di gelato i loro fanciulli, per poi ritrovarsi con dei nani trentenni, obesi, ma felici.

Adesso nella magica bottega del signor Dodoni prima di dare un gelato al pargolo gli controllano il microchip, mettono il timbro sul libretto sanitario invece che sulla carta fedeltà: più di tre scoops prima dell’adolescenza non sono concessi, altrimenti si è penalizzati dal pagamento del canone Rai a vita, oltre che al sobbarcamento di una cura disintossicante per il bambino, che consiste nell'alternare  l'assunzione di tartufo nero e tartufo bianco in una sequenza simile al codice morse, per indovinare una parola misteriosa che, una volta scoperta, non fa vincere niente.


L’adolescente può invece mangiarne a sazietà, gli vengono dei brufoli grossi come dei muffins che alla fine prendono vita propria ed esigono il gelato pure loro. Se glielo dai, sei finito. Non vanno più via e ingrassano, la testa diventa grassa e tonda, cadono i capelli, che devi trattenerli con il gel corretto al mastice. Se non gli dai gelato, vanno via, verso altre avventure. Fortunatamente gli adolescenti moderni spendono le loro paghette per mettere la benzina ai motorini, fare il boungee jumping, drogarsi e comprare armi, quindi il problema si presenta alquanto raramente.


Pestare per sbaglio un gelato del signor Dodoni è peggio che fare surf su una brioche di cane. Se poi hai il carrarmato lasciamo proprio stare; meno male che le timberland non si usano più, però talvolta ci sono le campers, quelle con le bolle sotto, ed è peggio, molto peggio.


Il piteco che lavora dal signor Dodoni hanno dovuto vaccinarlo, altrimenti non avrebbe potuto esercitare. Adesso è come la coca cola: chi coraggiosamente spinto dalla forza della disperazione, voglia cogliere una effimera frizzantezza e lo concupisca, si ritrova alla fine dell'atto con lo stecchino corroso e a punta,  come un cono gelato rovesciato sulla  pancia.

E qui il cerchio si chiude perchè il racconto è iniziato con una fallica punta e finisce alla stessa maniera, ma prima di chiudere, è giusto ricordare che il signor Dodoni se non mangi tutto il tuo gelato...

venerdì, maggio 23, 2014

Il cane sushi

Il cane sushi
Alza la zampa quando qualcuno  mente
Scova il silicone anche nei recessi più impensabili, è uno scopritore di tette finte
Annusa lo stupefacente prima dei cani antidroga e si addormenta e sogna
Sceglie le canzoni per te quando metti lo shuffle sull'ipod
fa lunghi salti sulle cazzate della gente, si gira, ti guarda, sorride e ti invita a seguirlo
Chiama per fare i suoi bisogni nel momento in cui dovresti o vorresti andare via
Una volta ha incontrato i ricchi e poveri
Morde e non molla la presa, per ore e  giorni resiste attaccato alla gamba di chi sai tu, fino a quando non gli dici di lasciare.
E quando il cane sushi smette di mordere, la persona attaccata svanisce.
Una volta ha mangiato quattro buste di pan di stelle
Il cane sushi sa quando è storia di nutella e quando di cioccolato fondente
Sa parcheggiare i SUV sulle auto di quelli che ti rubano il posto
Ti ricorda con la sua coda che quando non sai cosa dire è meglio che non dici niente
Ride, il cane sushi e solo tu lo puoi vedere
Ride, il cane sushi e con lui ridono le stelle

mercoledì, maggio 21, 2014

pesca lemon

forse pioverà 

il tuo sguardo perso 

nel cielo di neon del cellulare 

che vorresti iphone ma iphone non è 

 

m'incammino nella selva 

della ricrescita dei tuoi capelli 

e guardo i tuoi sogni di commessa 

infrangersi tra un post e un tatuaggio 

 

parli senza dire nulla e nulla ti rispondo 

forse pioverà ma potrebbero cadere bombe 

è la mia testa quella che rotola via 

e il cameriere pulisce il suo machete 

dal manico di plastica e dalla lama grigia 

 

ma tu hai un abbonamento coi dati e 

 

navighi navighi navighi 

clicki clicki clicki 

 

un oceano di foto che non hanno vissuto 

 

non so che colore siano i tuoi occhi 

lo guarderò più tardi sul tuo profilo 

 

banalmente, ordino un pesca lemon per te 

m'incammino verso il bagno senza mai guardare indietro

il cane sushi

sto qui seduta con il cane che sa di bio presto e si fa accarezzare solo da me.
gli ho chiesto se gli piace il cane ma lui mi ha guardato con l'aria stanca di un criceto che ha appena finito 4 ore di ruota: ho capito che il cane lo vedo solo io; non so perché ma l'ho chiamato Sushi.
quando lui mente il cane Sushi mi guarda e mi porge la zampa destra, anzi la alza proprio. 

lui mi dice che è bravo a guidare veloce e che avrebbe potuto fare il pilota di formula tre, che ha dei tatuaggi nascosti che non fa vedere a nessuno ma che se voglio, magari me li mostra stasera, che non ha la ragazza perché è difficile trovare una che stia dietro ai suoi ritmi. 

e intanto fuma e fuma e a me piace vederlo come un essere di un altro pianeta che può solo respirare fumo. il fallocrate pianeta Marlboro dove tutti gli uomini fumano e sparano cazzate, dove gli uomini non hanno paura di guardare le donne negli occhi, dove le donne hanno occhi nel reggiseno. 

Il cane Sushi alza la zampa destra in continuazione, che sembra sia stato addestrato da Mussolini in persona... io lo ricompenso tirandogli una nocciolina; Sushi diligentemente la lecca e la mette da parte: per quanto cane, non apprezza questa roba da discount. 

quando prima mi ha baciata mi è sembrato imbranato; il cane Sushi ne ha approfittato per mettere tutte le noccioline nel suo piattino. un bravo cane da riporto. 

il suo bacio é circospetto e incognito, il bacio di colui che teme di essere scoperto, il bacio che promette una avventura fugace e insipida, il bacio di chi nasconde una ex nel cassetto ikea montato male, il bacio che fa uggiolare il cane Sushi in romanesco. 

lui prende un'altra nocciolina e mi dice che in questo posto le noccioline sembra che non finiscono mai, e lui ne mangerebbe a chili, e ordina un altro gin liscio. 

buono a sapersi, clicco su trip advisor​ e posto questo raffinato commento gastronomico sulle noccioline, lo notifico a Super Pippo ma tutto questo non glielo dico, sono i segreti di una ragazza commessa connessa come me. 

mi tuffo nell'oblio ghiacciato di un vodka pesca lemon; dicono che se bevuto in una notte di luna il pesca lemon ti porta indietro la persona amata; il cane Sushi ride e saluta romanamente ma solo io posso vederlo.