venerdì, luglio 17, 2015

antisognando

antisognando

in effetti era nata come un'altra cosa, poi é venuta fuori questa...

 
biodegradabile5
Non posso dormire.
La palpebra sinistra mi vibra cercando di aprirsi mentre la vorrei chiusa adesso, ma si chiuderá alla prima luce e al suono della sveglia.
Ho undici metri di viscere che sono un cobra che ha appena ingoiato un pallone da basket e vorrebbe cagarlo via; la pelle mi si squama sotto quest'aria artificiale, non mi ricongiungerò più con i capelli persi.
Cara la mia novella mamma, quante volte dovrai compiere quarant'anni prima di riposare come 
quando avevi l'età del bambino che porti arrampicato sul collo come una scimmia nuda.
Ho nella borsetta di carta griffata vuitton un po' di aria presa lontano dalla città ma non basterà per tutti.

Non si può riposare.

Qualche pezzo di me che ho conosciuto tempo fa ritorna a vivere in parti del mio corpo che ci tengono a farmi sapere che, ancora, sono la'; la consapevolezza che solo poche ore mi dividono da un giorno tutto nuovo mi dá una sensazione rassicurante.
Un tipo con una scatola piena di api inciampa nel parco chiazzato d'autunno, lo sciame corre impaziente a rovesciarsi nel cielo senza nuvole, assumendo figure strane e cangianti nel cielo bianco, in quel momento i bambini che tornavano da scuola si fermarono tutti in insieme appoggiando a terra i pesanti zaini colorati, con gli occhioni sgranati in alto incantati e sognanti da quella armonica nube acrobatica.
Il signore delle api mi confessa senza muovere la bocca di aver liberato lo screen saver mandato dagli dei per distrarci un po', intanto che loro si prendevano una pausa.
Forse in quel momento non avrei dovuto, ma gli credetti, gli lasciai l'aria che avevo raccolto non ricordo più dove, e mi sedetti sulla scatola vuota a guardare le api giostrare sul sole come la mantiglia del torero gioca con il suo toro.

E mi addormentai, dimentico del mio occhio e del mio stomaco, ma era giá mattino.

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