venerdì, luglio 17, 2015

superrazzismo story

Superrazzismo story

un vento freddo spegnerà per sempre la fiamma del superrazzismo che tanto amammo e che a nulla è servito

 
biodegradabile5
la prima cosa che imparai 
è che il lieto fine è assicurato 
solo nei film porno,
la seconda è che prima o poi si muore.

non c'è bisogno di altre istruzioni per fare lo slalom tra le discese della vita
e quindi dai su, infilati la maglietta nelle mutande 
e metti la tunica da ku klux klan che ti ha portato babbo natale, 
rischiarato dalle nostre fiaccole scompare il buio triste delle strade della città in festa.

ciechi sotto questo cappuccio 
il bastone ci guida nel fiume di gente 
elargendo sapiente 
randellate gratuite sulla folla allibita.

futile battaglia, 
necessaria per espiare il peccato originale 
di essere nati a meridione di qualcun altro.
proclamata l'uguaglianza di pelle razza religione e acconciatura, 
non esiste distinzione alcuna per non meritare queste vergate.

ho votato forza italo e per questo mi affliggo 
da solo con un mattarello da cucina 
appeso ad un filo di ragnatela: 
oscilla altalena folle e infrangiti sull'incudine delle mie primizie.

diamoci fuoco quando tramonta il sol 
della domanda non c'è certezza 
rincorrendo il grande fratello ci ritroveremo 
nel turbine di un sanremo 

a ripetere senza requie il ruolo da clown 
che in gioventù strappò un sorriso e qualche mutanda, 
in groppa a quello che illudendoci 
pensiamo essere un cavallo da battaglia.

guardiamo la vita passare, 
dall'obló dell'ordigno di troia nel quale ci siamo rinchiusi, 
in attesa che l'anima gemella liberi 
questo ripieno di equina meraviglia.

ahi ahi ahi mia dolce metà 
mi hai fatto cornuto senza ancora incontrarmi, 
attratta da un fricco irlandese anoressico 
dai capelli grigi e spenti come gli anelli che gli impataccano le mani; 

ancora una volta gli sconosciuti spruzzeranno antizanzare 
sul campeggio desolato del mio cuore di fine agosto 
e un vento freddo spegnerà per sempre 
la fiamma del superrazzismo che tanto amammo e che a nulla è servito.

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